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Cos’è il bruciore di stomaco

La pirosi è una fastidiosa sensazione di bruciore retrosternale che insorge nello stomaco e si irradia in alto verso il collo. Essa rappresenta uno dei sintomi più frequentemente riscontrati nella popolazione generale che combatte con una lenta e difficile digestione.

È prevalentemente dovuta ad uno scorretto stile di vita e a condizioni transitorie non patologiche. Queste condizioni aumentano la produzione di acido da parte dello stomaco o ne riducono i meccanismi di difesa, danneggiando la mucosa protettiva e causando ferite caratterizzate da arrossamenti e piccole infiammazioni, le quali arrecano bruciore e dolore.

Pasti abbondanti, alimenti poco digeribili, ritmi di vita particolarmente frenetici, esposizione a fattori stressogeni, ansia , obesità, gravidanza, farmaci ed abuso di alcol e tabacco, sono solo alcuni dei più comuni fattori scatenanti. L’elevata prevalenza di tali fattori di rischio tra la popolazione generale concorre all’ampia diffusione del disturbo; molti italiani lamentano bruciore e dolore gastrico, con conseguenti implicazioni sul benessere psico-fisico. In una minoranza di casi, la pirosi può essere tuttavia sostenuta anche da condizioni cliniche sottostanti, quali incontinenza dello sfintere gastroesofageo, gastrite, reflusso gastroesofageo e ulcera.

Sintomi e rimedi del bruciore di stomaco

Gli individui colpiti da pirosi gastrica lamentano una fastidiosa sensazione di bruciore retrosternale che insorge nello stomaco e si irradia in alto verso il collo. Compare inoltre quasi sempre dolore, talvolta di entità così elevata da confonderlo con un attacco anginoso o addirittura un infarto miocardico. La pirosi può difatti influire sul riposo notturno, sul rendimento lavorativo, comportare ristrettezze alimentari e provocare inappetenza e cattivo umore.

Le modifiche dello stile di vita, che rappresentano il primo approccio utile da prediligere per alleviare in il disturbo, includono: smettere di fumare, ridurre il peso, cercare di tenere a bada lo stress e l'ansia, seguire un corretto regime alimentare . Se il fastidio è particolarmente frequente o intenso, è bene affidarsi al proprio medico curante.

Cos’è il reflusso

A differenza del più semplice bruciore di stomaco, in caso di reflusso gastroesofageo il malfunzionamento dello sfintere esofageo inferiore determina un’anomala risalita di materiale acido proveniente dallo stomaco, con conseguente comparsa di rigurgito, pirosi, dolore in sede retro-sternale, tosse secca.

Di difficile diagnosi per via della presenza di sintomi spesso aspecifici (sensazione di dolore e bruciore al petto), la pirosi si distingue dunque dal reflusso in quanto non comporta necessariamente la risalita di un rigurgito acido.

Tuttavia, se il bruciore si irradia verso la gola dopo mangiato, se si manifesta soprattutto dopo i pasti e quando si assume una posizione sdraiata, e se si manifesta anche una fastidiosa tosse secca, molto probabilmente si tratta di reflusso; di conseguenza, si avvertirà il sintomo principale caratterizzato dalla sensazione di rigurgito acido nell’esofago, accompagnato da bruciore localizzato al petto, dietro allo sterno, che può salire verso la gola e la cavità orale.

Sebbene l’età rappresenti uno dei fattori di rischio più implicati nella comparsa del reflusso (la sua incidenza aumenta difatti con l’età; in particolare dopo i 40 anni), è in crescente aumento anche tra i più giovani per via delle cause responsabili dell’insorgenza, tra cui uno scorretto stile di vita e lo stress. Altri fattori predisponenti responsabili di un’eccessiva pressione gastrica e addominale, includono l’obesità e la gravidanza.

Sintomi e rimedi del reflusso

Il reflusso è da considerarsi fisiologico durante e subito dopo i pasti, mentre episodi frequenti, di entità particolarmente rilevante o di lunga durata, possono causare lo sviluppo dei caratteristici sintomi quali rigurgito acido, bruciore e dolore gastrico.

L’anomala risalita di materiale acido proveniente dallo stomaco dovuta ad un malfunzionamento dello sfintere esofageo inferiore, determina inoltre molteplici conseguenze tra cui una compromissione delle funzioni digestive (con conseguente alitosi), irritazione della mucosa esofagea con comparsa, in casi limite, di esofagite e ulcere.

I rimedi a cui ricorrere per prevenire le riacutizzazioni del disturbo e alleviarne la sintomatologia includono una serie di accorgimenti, tra cui:

  • prediligere uno stile di vita corretto (astensione da fumo ed eccessivo consumo di alcool)
  • attendere almeno due ore dai pasti prima di distendersi
  • optare per sane abitudini alimentari (evitare cibi che danneggiano la mucosa o rilassano il cardias)
  • attività fisica non eccessivamente intensa
  • tenere a bada lo stress

Nelle fasi più avanzate è necessario ricorrere a una terapia che possa ridurre la secrezione acida da parte dello stomaco.

Reflusso gastroesofageo: i rimedi della nonna

Se ricorrente, il reflusso gastroesofageo può impattare notevolmente sullo stato psico-fisico di chi ne soffre. I moltissimi rimedi naturali ad oggi disponibili sono in grado di apportare numerosi benefici per il trattamento di affezioni di lieve o moderata entità e rappresentano una valida alternativa rispetto al farmaco di sintesi o ai dispositivi medici.

Tra le erbe, spiccano le proprietà lenitive e calmanti della camomilla, ottima alleata nel migliorare la digestione e la funzionalità del sistema gastroenterico e nel decongestionare le mucose infiammate e alleviare il bruciore di stomaco (soprattutto dovuto a pasti troppo pesanti). Per preparare l’infuso di camomilla si ricorre ad una manciata di capolini freschi o essiccati (circa 2 g), da lasciare in ammollo per circa 10 minuti in una tazza d'acqua bollente. Una volta filtrato, si può bere l'infuso, rigorosamente caldo.

Anche lo zenzero, oltre a sgonfiare la pancia e a tonificare lo stato degli organi digestivi, aiuta a sconfiggere le irritazioni delle mucose e può essere usato per sedare episodi acuti di dolore dovuto al reflusso gastrico. Oltre a poter acquistare i classici sacchettini preconfezionati, è possibile realizzare in modo casalingo un’ottima tisana sia utilizzando la radice fresca, che la polvere ricavata dal rizoma naturalmente essiccato. In questo modo potrete semplicemente aggiungere quanto avrete ricavato (4 o 5 pezzettini o un cucchiaino di polvere per ogni porzione di tisana) all’acqua precedentemente portata a bollore. Dopo aver lasciato lo zenzero in ammollo per qualche minuto, finché non si sprigiona il classico aroma pungente, la tisana è pronta da bere.

Un altro rimedio casalingo immediato, e totalmente a costo zero, è l'acqua calda. Infatti, bere un bicchiere pieno di acqua ad elevata temperatura dilata infatti le pareti dello stomaco, aiuta ad eliminare i gas in eccesso e ad agevolare i processi digestivi. Paradossalmente, anche l’aceto di mele o sidro, da consumare a piccoli sorsi diluito in acqua durante i pasti, oppure al mattino in un po’ di acqua tiepida, permettere di tamponare e riequilibrare il pH del corpo, apportando benefici in caso di reflusso.

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