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Cos’è il reflusso notturno

Il reflusso gastroesofageo notturno è una condizione clinica multifattoriale causata da un malfunzionamento dello sfintere esofageo inferiore. Questa situazione determina un’anomala risalita dei succhi gastrici e di parte del contenuto dello stomaco lungo l’esofago, con conseguente comparsa di rigurgito, pirosi e dolore in sede retro-sternale durante la notte.

Sebbene i meccanismi patologici alla base del malfunzionamento siano assimilabili a quelli riscontrati in caso di reflusso diurno, durante la notte si determinano molteplici condizioni che causano un peggioramento dei sintomi.

La posizione orizzontale favorisce una maggiore risalita dei contenuti acidi attraverso l'esofago; le sostanze acide refluite permangono inoltre più a lungo a contatto con le mucose, apportando maggiori complicazioni ai tessuti. La minore motilità esofagea fisiologica e produzione di saliva durante il sonno, costituiscono altri due aspetti cruciali nel peggioramento della sintomatologia riscontrata da chi soffre di reflusso notturno, con conseguenti implicazioni sulla qualità del sonno. Non di rado possono presentarsi sintomi extra esofagei tra cui tosse secca e persistente o produttiva, mal di gola e irritazione, con conseguente impatto negativo sul benessere psico-fisico dell’individuo.

Reflusso notturno: i rimedi

I rimedi a cui ricorrere per prevenire le riacutizzazioni del disturbo e alleviarne la fastidiosa sintomatologia includono una serie di semplici ma efficaci accorgimenti volti a preservare la funzionalità gastrica, tra cui:

  • prediligere uno stile di vita corretto (astensione da fumo e eccessivo consumo di caffeina e alcolici
  • optare per sane abitudini alimentari (evitare quindi cibi che danneggiano la mucosa o rilassano il cardias)
  • cercare di tenere a bada l’ansia e lo stress
  • praticare una regolare attività fisica non eccessivamente intensa che aiuta a distendere le tensioni nervose
  • attendere almeno due ore dai pasti prima di distendersi o di praticare qualsiasi tipo di sport
  • dormire con il capo e il busto elevati di circa 10 cm
  • dormire sul fianco sinistro, utile a diminuire la risalita dei contenuti acidi dello stomaco

Tuttavia, sebbene alcuni accorgimenti nelle abitudini di vita e nell’alimentazione risultino efficaci nelle fasi iniziali del disturbo (attendere almeno due ore dai pasti prima di distendersi), nelle fasi più avanzate o se il disturbo si manifesta piuttosto frequentemente, è necessario ricorrere a una terapia che possa ridurre la secrezione acida da parte dello stomaco e ripristinare la corretta funzionalità gastrica.

A tal proposito, risultano ottimi rimedi i prodotti a base di alginati, che a contatto con l’acido dello stomaco reagiscono rapidamente formando una barriera visco elastica che ostacola la risalita degli acidi gastrici verso l’esofago e a base di carbonati, che svolgono un’azione tamponante riducendo l’acidità gastrica in eccesso e riequilibrando il pH dello stomaco.

Prodotti a base di tale associazione rappresentano degli ottimi alleati per alleviare l’insieme dei sintomi associati al reflusso gastroesofageo notturno, garantendo un adeguato sonno ristoratore.

Il reflusso durante la gravidanza

Come abbiamo visto, il reflusso gastroefageo è una condizione clinica che causa una risalita dei succhi gastrici e parte del contenuto dello stomaco lungo l’esofago.

Una delle cause più comuni implicate nel verificarsi dei caratteristici sintomi da reflusso è la gravidanza. Infatti, circa il 50% delle donne in attesa lamenta dolore e bruciore retrosternale e rigurgito acido, per via dei profondi cambiamenti fisici e ormonali a cui va incontro l’organismo durante il periodo di gestazione.

Le ragioni sono prevalentemente ascrivibili all’aumento della pressione addominale dovuta alla crescita dell’utero, che comporta una diminuzione della capacità dello stomaco e contestualmente ne altera lo svuotamento, rallentando di fatto la digestione.

Inoltre, l’elevata pressione gastro-addominale esercitata dal feto che comprime lo stomaco, facilita di conseguenza la risalita dei contenuti acidi nell’esofago. Durante la gravidanza, il progesterone prodotto dalla placenta, diminuisce ulteriormente la mobilità gastrica e i movimenti peristaltici con conseguente rallentato svuotamento gastrico. In conseguenza di ciò, il cibo rimane più a lungo nello stomaco e aumenta il contatto dei succhi gastrici lesivi con l'esofago.

Ecco perché le gestanti rappresentano dei soggetti particolarmente vulnerabili alla comparsa dei fastidiosi sintomi connessi al reflusso, soprattutto durante il terzo trimestre di gravidanza, periodo in cui il disturbo sembra accentuarsi.

I rimedi per combattere il reflusso delle donne in dolce attesa non sono differenti da quanto descritto in precedenza; durante la giornata potrete calmare il senso di nausea ed attenuare l’acidità preparando delle tisane o degli infusi a base di:

  • zenzero fresco
  • camomilla
  • aloe

Sebbene nella maggioranza dei casi (oltre il 90%) si determini la completa guarigione spontanea dopo la nascita del bambino, la presenza della caratteristica sintomatologia da reflusso durante la gravidanza può influire sul riposo notturno, può comportare ristrettezze alimentari, provocare inappetenza e cattivo umore, con importanti conseguenze sul benessere psico-fisico e sulla qualità della vita.

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