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ENZIMI DIGESTIVI: COSA SONO, DOVE TROVARLI ED EFFETTI COLLATERALI

Una buona digestione si basa su un corretto funzionamento dell’apparato digerente e, in questo senso, un parte fondamentale è giocata dagli enzimi prodotti dal nostro organismo, tanto che se sono carenti possono dare disturbi con la necessità di un’integrazione alimentare.

  • Cosa sono gli enzimi digestivi e a che cosa servono
  • Dove trovarli e quando assumerli
  • Mancanza di enzimi digestivi: i sintomi
  • La funzione degli integratori

Cosa sono gli enzimi digestivi e a che cosa servono

Gli enzimi sono proteine che agiscono come catalizzatori delle reazioni biochimiche che avvengono negli organismi viventi. Gli enzimi digestivi, in particolare, hanno la funzione di favorire la scomposizione, l’assorbimento e l’assimilazione dei principi naturali e dei cofattori essenziali, quali vitamine, minerali e oligoelementi, che si trovano negli alimenti. Nel processo della digestione, alcune sostanze sono pre-digerite da alcuni enzimi a livello del cavo orale (presenti nella saliva), altre a livello dello stomaco, prima di arrivare all’intestino tenue dove il pancreas secerne i propri enzimi. Le tabelle 1, 2 e 3 riportano l’elenco degli enzimi digestivi prodotti dall’apparato gastrointestinale umano. Per ogni enzima, è indicata la specifica sostanza che viene scissa nei costituenti elementari, i quali poi sono assorbiti e assimilati.

ENZIMA   SOSTANZA DIGERITA
Pepsina   Proteine (lunghe catene di aminoacidi)
Lipasi gastrica   Trigliceridi (Grassi)
Tabella 1 – Enzimi digestivi prodotti dallo stomaco

ENZIMA   SOSTANZA DIGERITA
Amilasi (presente anche nella saliva)   Amido
Lipasi e colipasi   Trigliceridi
Fosfolipasi   Fosfolipidi (lipidi contenenti fosfato)
Tripsina   Peptidi (brevi catene di aminoacidi)
Chimotripsina   Peptidi
Elastasi   Elastina (proteina del tessuto connettivo)
Tabella 2 – Enzimi digestivi prodotti dal pancreassss

ENZIMA   SOSTANZA DIGERITA
Enterochinasi   Attivazione della tripsina
Disaccaridasi: saccarasi, maltasi, lattasi   Disaccaridi (molecole costituite da due glucidi): saccarosio, maltosio, lattosio
Peptidasi   Peptidi
Tabella 3 – Enzimi digestivi prodotti dall’intestino

Quando l’attività enzimatica è inadeguata o insufficiente, possono essere assunti sotto forma di integratori due tipi di enzimi digestivi: naturali (di origine vegetale) o animali (analoghi a quelli prodotti dal nostro organismo).

Enzimi digestivi naturali

Principalmente di origine vegetale, agiscono tra i 20-30°C a pH alcalino. Come quelli prodotti dal corpo umano, possono essere suddivisi in diversi gruppi in base alle loro specifiche funzioni:

  • proteasi (rompono i legami delle proteine, hanno cioè attività proteolitica)
  • amilasi (trasformano gli amidi e gli zuccheri)
  • lattasi (digeriscono il latte e i suoi derivati)
  • lipasi (trasformano i trigliceridi)
  • cellulasi (digeriscono la cellulosa e la materia vegetale)

Tra i più importanti sono da ricordare la bromelina, la papaina e la ficina. La bromelina è un insieme di enzimi dotati di attività proteolitica estratti dalla polpa ma soprattutto dal gambo dell’ananas. Oltre agli effetti digestivi, la bromelina svolge molte altre attività: antinfiammatorie, antiossidanti, anticoagulanti.
Figura 1 - Frutto di ananas, dalla cui polpa e soprattutto dal gambo si estrae la bromelina, enzima digestivo naturale.

La papaina è un enzima proteolitico – analogo vegetale della pepsina umana - presente nel succo della papaya (Carica papaya), albero originario del Brasile e del Messico, Spesso è associata alla ficina, enzima proteolitico ottenuto dal lattice del fico (Ficus carica).

Enzimi digestivi animali

Gli enzimi digestivi di origine animale (quali pepsina, tripsina e pancreatina) differiscono da quelli di origine vegetale in quanto agiscono tra i 50°-60° a pH acido.

Dove trovarli e quando assumerli

Esistono molti integratori di enzimi digestivi in commercio ma i migliori possono essere trovati in farmacia, dove si può avere anche una consulenza personalizzata: in generale non hanno effetti collaterali o controindicazioni. Possono essere assunti in molte condizioni: quando vi è un deficit di enzimi digestivi, in caso di ipocloridria (bassa acidità dei succhi gastrici), in presenza di sindromi da malassorbimento, nelle persone con insufficienza epatica.

Mancanza di enzimi digestivi: i sintomi

La mancanza di enzimi digestivi si può manifestare in molti modi, spesso correlati alla carenza cronica di nutrienti dovuta a malassorbimento:

  • stanchezza
  • senso costante di fame
  • aumento o calo di peso improvviso
  • irritabilità
  • crampi muscolari
  • anemia (da carenza di ferro)
  • stitichezza cronica oppure diarrea (alterazioni dell’alvo conseguenti all’alterato assorbimento delle sostanze da disbiosi intestinale)
  • digestione lenta, insufficiente
  • gonfiore e meteorismo (per produzione eccessiva di gas durante i fenomeni di fermentazione della flora intestinale su alimenti non digeriti, come carboidrati complessi)
  • Infiammazione al colon

La funzione degli integratori

La scelta di un integratore appropriato è fondamentale perché agisca correttamente e apporti benefici all’organismo. In caso di disturbi funzionali di fegato, pancreas, bile o intestino tenue sono necessarie formulazioni di enzimi animali. Sono inoltre sul mercato prodotti per disturbi specifici, tra i quali:

  • sensazione di pancia gonfia (a base di enzimi naturali)
  • senza glutine e lattosio (in caso di celiachia, sensibilità al glutine o intolleranza al lattosio)
  • integratori di lattasi (contenenti la galattosidasi che, come la lattasi intestinale, scinde il lattosio nei due componenti assorbibili: glucosio e galattosio)
  • prodotti contenenti enzimi digestivi e probiotici e/o fermenti lattici (volti a coadiuvare l’azione degli enzimi già presenti nell’intestino e a riequilibrare la flora batterica intestinale)

Per il reflusso gastroesofageo esistono prodotti naturali ad azione protettiva ma non si tratta propriamente di enzimi digestivi. Da ricordare, infine, che gli enzimi digestivi devono essere assunti prima o durante i pasti (e non dopo) per poter svolgere al meglio la propria funzione.

Le informazioni contenute in questa pagina sono da intendersi a titolo informativo e non sostituiscono in nessun caso assistenza o consiglio medico